Agcom, ecco il manifesto di Stefano Quitarelli

Trasparenza e responsabilità. A furor di Rete,
Stefano Quintarelli è ufficialmente in corsa per la
poltrona di presidente dell'Agcom e traccia il perimetro entro il quale si strutturerebbe la sua azione. La raccolta firme per sostenere la sua candidatura ha
superato quota 11mila e l'attuale direttore dell'area digitale de
Il Sole24Ore invierà oggi
una lettera al presidente del Consiglio Mario Monti e al ministro per lo Sviluppo Economico Corrado Passera per dare la sua disponibilità. A Wired.it spiega in anteprima i quattro punti cardine della sua posizione ed entra nel merito delle matasse che il prossimo consiglio del garante dovrà sbrogliare.

 "
Rispettare le
leggi e non fare politica industriale, anche se mascherata": il primo aspetto concerne il ruolo dell'Agcom e il rapporto con il Parlamento. "
Non c'è innovazione in questo, l'innovazione casomai sta nel rispettare quello che è stabilito per legge", afferma Quintarelli. E cita il
pluralismo nella televisione, le
normative europee da applicare e i due piani di riassegnazione delle
frequenze nel 2015 e nel 2018.

Il margine di movimento risiede nella definizione dei
regolamenti interni, "
oggi non c'è un meccanismo che assicuri la trasparenza delle decisioni. Ci sono indiscrezioni su chi ha votato contro o a favore, ma non esiste alcun documento ufficiale". Quintarelli propone l'adozione del modello statunitense, che prevede "
la possibilità di verbalizzare le dissenting opinions
, le
posizioni contrarie. In questo modo rendi le persone accountable (responsabili, ndr)
. È un aspetto cruciale".

Da ritoccare anche l'utilizzo dello strumento delle
consultazioni pubbliche: "
Si dovrebbe dare maggiore spazio a tutte le voci e porsi in modo neutrale. Bisogna chiedere l'opinione di pubblico, operatori e stakeholder e rappresentare gli interessi di tutti, con particolare attenzione a consumatori e cittadini. In passato non è stato sempre così". Per ciò che riguarda gli scambi con il legislatore, l'Agcom deve dialogare con il Parlamento e "
segnalare quando una norma non va bene, proporne una modifica o segnalare la necessità di procedere con un nuovo testo". Il recente dibattito sul rispetto del
diritto d'autore in Rete è un esempio: il Parlamento, come annunciato dal sottosegretario Paolo Peluffo qualche settimana fa, è al lavoro su un nuovo disegno di legge. Quintarelli, calandosi negli eventuali panni di presidente Agcom, si impegna a segnalare gli aspetti da ritoccare. In
un post pubblicato il 15 maggio sul suo blog, si sofferma sui benefici del blocco delle transazioni in uscita dei portali attivi illegalmente rispetto al filtraggio della navigazione di tutti gli utenti. Perché, scrive, non fare una legge che dia all'Agcom il potere "
di disporre la sospensione dei pagamenti sulle reti del sistema bancario?". Sistema più semplice, essendo le "reti in uso (Paypal, Visa, Mastercard, Swift, Amex…) note e altamente controllate", dell'applicazione di numerosi filtri che "
possono essere facilmente aggirati". Il senso è: individuo i disobbedienti e limito la loro attività, non quella di chi naviga.

Sulla questione
frequenze, l'aspirante presidente ribadisce che l'autorità dovrà applicare quanto
già deciso dal governo e sottolinea la necessità di affrontare l'argomento con un occhio al futuro e non "
allo specchietto retrovisore". Nel 2018, seconda riassegnazione prevista, "
la metà del traffico video sarà passato sulla Rete" e bisogna tenere conto del fatto che "
occorrono frequenze da destinare alla banda larga, che crescerà in modo esponenziale". Rispetto alle scazzottate fra i protagonisti attuali del settore televisivo, Quintarelli giudica rilevanti le "
regolamentazioni asimmetriche fra gli operatori". Di questo il garante si dovrà occupare, di operatori di telecomunicazioni, broadcaster e fornitori di servizi Internet che fanno video online e si accingono a presidiare lo stesso campo d'azione. Sugli aspetti dell'
asta da regolamentarsi che vanno ancora chiariti, vedi la separazione fra operatori e fornitori, Quintarelli torna a ribadire l'importanza del voto trasparente e della responsabilità di ogni singolo commissario. A sciogliere i nodi interpretativi penseranno i giuristi.

 

Fonte : Wired.it

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