Aria di elezioni, cosa stanno facendo i partiti sul Web?

Antipolitica è la parola del momento, ma fra due settimane si torna alle urne per le
amministrative 2012 e, dopo
sei mesi di gestione tecnica, nove milioni di italiani dovranno mettere una crocetta su un simbolo con un significato (politico) specifico. Per i partiti si tratta di rimettere in moto una macchina che sia in grado nel 2013 di ingranare la quarta e giocarsela alle elezioni politiche.
Internet si sta confermando, vedi l'
atteggiamento propositivo dell'esecutivo di Mario Monti in chiave Agenda digitale, come non più trascurabile
ago della bilancia. Sia come fine, sia come mezzo. Le proposte per la digitalizzazione della Penisola figurano fra le priorità degli schieramenti,
quella del Pdl è di recentissima costituzione e il
Pd ha evidenziato gli obiettivi lo scorso anno. E nella Rete si stanno insinuando gli sforzi di svecchiare l'immagine e aprire un dialogo con e attraverso l'universo 2.0. A fare scuola la
social strategy di Barack Obama e, soprattutto, le comunali del 2011, durante le quali il peso del
brusio virtuale e la capacità dei candidati di strutturare e gestire la loro presenza nelle community si sono dimostrati – se non determinanti – rilevanti. Oggi siamo
zero a zero e palla al centro e si riparte (anche) dal Web.

Il Partito delle Libertà ha rimesso tutti sui banchi di scuola con la

Political Digital Academy
e sta gettando le basi per creare la Web reputation del partito che probabilmente cambierà nome. Il segretario Angelino Alfano e il responsabile dell'area digitale Antonio Palmeri hanno pescato nel mazzo degli esperti nostrani del settore e si sono affidati a

Marco Montemagno
e
Marco Camisani Calzolari. Il primo, fondatore di Blogosfere, sta tenendo in mano le fila dell'intero progetto e il secondo, AD di
Speakage, ha fornito la tecnologia per convertire il portale
forzasilvio.it in chiave social, con condivisione dei contenuti e tanto di botta e risposta audio con l'ex presidente del Consiglio.

Il Partito Democratico ha iniziato l'esplorazione del medium nel 2008 con la Web Tv
YouDem e il responsabile delle comunicazioni Paolo Gentiloni si affidò allora a
Bruno Pellegrini di The BlogTv. Oggi, la piattaforma per gestione interna e l'esplosione verso l'esterno delle informazioni
Circoli in rete è stata realizzata internamente. Più che un'organizzazione corale per il presidio della Rete attiva si registrano singoli casi rilevanti.

Il sindaco di Firenze Matteo Renzi è il primo della lista: nel 2009 ha inserito nella lista dei suoi assessori uno dei fondatori di Dada,
Angelo Falchetti, e l'anno scorso si è assicurato la presenza alla Leopolda dei due punti di riferimento della socialsfera
Stefano Quintarelli e
Riccardo Luna, ex direttore di Wired (oggi editor at large). Renzi, fra gli aspiranti al timone del partito, punta sul binomio Rete-linguaggio televisivo, essendosi affidato online alla
Zodiak Active, già presieduta da
Giorgio Gori, che la storia della tv italiana l'ha scritta e adesso si sta dedicando proprio alla causa del rottamatore.

Nichi Vendola si è invece messo nelle mani della
Proforma, se bazzicate in Rete vi dirà probabilmente qualcosa in più il nome di Dino Amenduni (
@donnie). Cambiando ancora schieramento, Pier Ferdinando Casini
ha scelto
Marco Tosi
e la sua IconMedialab. Il nome di Beppe Grillo e il suo successo digitale sono legati dagli albori a doppia mandata con quello di
Gianroberto Casaleggio, presidente dell'omonima realtà. Zero a zero, appunto, e palla al centro.

(Credit per la foto:
centrifuga/Flicrk/CC)

 

 

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