Canale di Panama, tre secoli di progetti

I progetti più grandi al mondo spesso vengono accarezzati per secoli prima di essere realizzati. È successo con il
canale di Suez, pensato e abbandonato più di una volta da faraoni e imperatori, compreso
Napoleone. Lo stesso è accaduto – con le dovute tempistiche del Nuovo Mondo – per un’altra opera di ingegneria: il
canale di Panama. Il passaggio del centroamerica che oggi unisce l’
Oceano Pacifico con quello
Atlantico venne immaginato per la prima volta nel 1534 da
Carlo V, che ordinò un sopralluogo per verificare la fattibilità dell’opera.
I buoni propositi c’erano tutti, ma prima di vedere i primi progetti concreti ci vollero più di 300 anni. La costruzione iniziò effettivamente nel 1880 sotto la spinta del successo ottenuto a
Suez: infatti, a capo dei lavori c’era proprio
Ferdinand de Lesseps, padre del progetto tra il Mar Rosso e il Mediterraneo. All’epoca il controllo del cantiere era nelle mani della Francia, che investì 287 milioni di dollari per la realizzazione dell’opera.
 
Purtroppo, quella montagna di soldi non bastò a vincere le difficoltà che l’équipe di Lesseps si trovò di fronte. Dopo 10 anni di fallimenti dovuti a errori di progettazione, continue frane e
febbri malariche il cantiere andò in
bancarotta. Un’occasione d’oro per gli Stati Uniti, che ne approfittarono per farsi avanti e rilevare l’intera opera. Ma mettere le mani sul canale non fu affatto così facile: dopo tutto, gli Usa non stavano certo comprando noccioline.

Ci vollero altri 10 anni per siglare gli accordi di passaggio con la
Colombia, che allora possedeva il territorio su cui sorge il canale. Il presidente
Theodore Roosevelt firmò nel 1903, ma il senato colombiano si rifiutò di ratificare il trattato: la tensione salì alle stelle e gli Usa decisero di passare, senza troppi complimenti, alle maniere forti.
 
Dopo aver bloccato l’accesso al canale con la propria flotta, gli Stati Uniti appoggiarono l’insurrezione dei
ribelli panamensi e nel giro di pochi mesi misero in atto la secessione del nuovo stato di
Panama. A quel punto, tagliata fuori la Colombia, Roosevelt comprò tutto il cantiere francese (sborsando 40 milioni di dollari) e diede ufficialmente inizio ai lavori il
4 maggio 1904. Per arrivare al completamento dell’opera ci vollero altri 10 anni, 375 milioni di dollari (una cifra astronomica per l’epoca) e una incessante lotta contro la
corruzione dei funzionari locali e le zanzare.
 
Ma c’è un dato ancora più impressionante: le condizioni di lavoro precarie costarono la vita – dal 1880 al 1914 – a più di 27mila persone. Oggi, con i suoi 81 km di lunghezza e più di 14mila transiti ogni anno, il canale di Panama si è lasciato dietro il suo passato burrascoso per diventare una miniera d’oro a tutti gli effetti. Infatti, per attraversarlo è necessario pagare una
tassa variabile in base al tonnellaggio e il tipo di merci trasportate.

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Fonte : Wired.it

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