Elon Musk di SpaceX è il vero Iron Man?

Di certo non ha il fascino e il sex appeal di
Robert Downey Jr. Tuttavia il fatto che sia un multimiliardario brillante, galante e con le mani in pasta in imprese di alta tecnologia rende comprensibile il paragone fatto dal
Los Angeles Times tra
Elon Musk – fondatore di
SpaceX e
Tesla Motors– e
Tony Stark, alias
Iron Man. Anche su
Twitter i fan si sono scatenati in questa direzione, e lo stesso regista dei due film tratti dal fumetto della
Marvel Comics, Jon Favreau, ha dichiarato di essersi ispirato all'imprenditore sudafricano nel caratterizzare il suo Stark.

Tuttavia la sovrapposizione non convince tutti fino in fondo, soprattutto perché, come ricorda
Pc Magazine, sembrano esserci altri candidati per questo ruolo. Uno per tutti: il francese
Emile Leray. Questo signore, nel 1993, stava guidando nel
deserto dell'Africa nord occidentale, quando la sua
Citroen 2Cv si è scontrata con una roccia, andando fuori uso. A quel punto, invece di disperarsi per la sua sorte, Leray ha passato i successivi dodici giorni a trasformare il rottame della sua auto in una
motocicletta con cui riprendere il cammino, mostrando un'inventiva, una capacità di reagire nelle situazioni disperate e un'abilità meccanica veramente paragonabili con quelle di Tony Stark (ricordiamo che il magnate della Marvel ha costruito il suo esoscheletro robotico prigioniero, ferito e con una piastra magnetica impiantata nel petto).

Effettivamente, però, al francese manca la spropositata
ricchezza di Stark. Caratteristica che invece Elon Musk condivide con il supereroe, insieme a quella di essere un imprenditore di successo. Anzi l'
imprenditore di maggiore ispirazione al mondo, come Musk è stato nominato da
Business Insider appena un'ora dopo l'
attracco della capsula Dragon della SpaceX alla
Stazione spaziale internazionale. Un evento che ha dato l'avvio all'
era spaziale privata.

Il cofondatore di
PayPal, Ceo di SpaceX, presidente e Ceo della
Tesla Motors resta, però, con i piedi per terra (si fa per dire), mostrando di avere le idee ben chiare rispetto ai risultati che vuole raggiungere con la sua impresa di voli spaziali e la sicurezza di chi ha gli strumenti per riuscirci.

Obiettivo numero uno: fare a meno della
Nasa il prima possibile, e in questo la SpaceX è già un passo avanti. Tanto per cominciare, infatti, realizza in proprio e in maniera innovativa la maggior parte dei componenti dei razzi e delle navicelle.


Vogliamo fare la differenza e portare avanti la tecnologia aerospaziale in maniera sostanziale”, racconta Musk in un'intervista al
New Scientist. “
Abbiamo disegnato i razzi Falcon a partire da zero e ci siamo costruiti i nostri motori, la struttura primaria – fusoliera, ali e carrello d'atterraggio – e la parte elettronica da soli”. Tutto questo tagliando notevolmente sui costi ma non sulla qualità, tiene a precisare: “
Il nostro motore ha il rapporto spinta/peso più alto rispetto ogni altro al mondo, le nostre strutture – fusoliera, ali, carrello di atterraggio – sono le più efficienti e i nostri impianti elettronici i più leggeri e con  la maggiore potenza computazionale”.

L'altro obiettivo a breve termine nel futuro della Space X è quello di mettere un equipaggio a bordo della
Dragon. Fin dall'inizio Musk ha disegnato la navicella in modo che fosse possibile portare a bordo delle persone. “
Proprio per questo motivo ci sono delle finestre e la capsula è in grado di tornare in sicurezza sulla Terra. E soprattutto per questo motivo c'è il launch escape system (il missile che permette di staccare, in caso di emergenza, una capsula dal razzo vettore che la trasporta)
, che ha motori a propellente ipergolico. Questi motori, inoltre, consentono l'atterraggio in qualunque angolo del Sistema solare e permettono anche la combustione supersonica, caratteristica importante, per esempio, su Marte. Qui, infatti, le altitudini più elevate dell'atmosfera sono così sottili che un paracadute sarebbe perfettamente inutile: i motori posteriori devono essere invece in grado di bruciare in modo da avere sufficiente potenza (per frenare la caduta, ndr)”.

Ovviamente per arrivare su
Marte la SpaceX dovrà anche realizzare una serie di razzi completamente nuovi, che probabilmente – spiega ancora Musk – saranno l'evoluzione della nuova generazione di
Falcon presentata alla fine di quest'anno o all'inizio del 2013.

Infine ecco un traguardo più lontano, ma sempre presente nei piani di Musk: la creazione di un sistema di razzi completamente riutilizzabili. “
È quello che hanno cercato di fare, senza successo, con gli
Space Shuttle: di questi si poteva riusare solo il corpo principale e con un costo altissimo, tanto che spesso sono portati a esempio del perché non si dovrebbe neanche provare, in questo campo, a fare qualcosa di riutilizzabile. Ma un tentativo fallito non basta per rinunciare a un grande obiettivo”, conclude l'imprenditore, “
altrimenti non avremmo mai avuto la lampadina”. 

 

Fonte : Wired.it

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