Il primo videoregistratore

A essere severi lo si potrebbe definire un clamoroso insuccesso. Forse però
Betamax, il primo
videoregistratore per l'uso domestico, era solo nato sotto una cattiva stella. Quella del pioniere dietro il quale un brillante avversario era già pronto a sostituirlo.

Eppure al suo arrivo questo gioiello della tecnologia, lanciato sul mercato giapponese il
7 giugno 1975 dalla
Sony,
sembrava destinato a diventare un oggetto presente in ogni casa del Sol levanteprima, e poi di tutto il pianeta. Il videoregistratore della Sony, infatti, permetteva per la prima volta di godersi un
film tra le mura domestiche o di registrare un programma trasmesso in tv per poi rivederlo in un secondo momento.
Caratteristiche chiave di questo prodotto erano le dimensioni, molto ridotte rispetto ai giganteschi registratori a bobina, e una qualità dell'immagine nettamente inferiore ma che aveva permesso un sostanziale abbattimento dei costi. In un anno la Sony ne vendette ben 30mila esemplari.

Tuttavia, dopo questo inizio scoppiettante, nel 1976 il
Vhs –
Video Home System rilasciato dall'azienda rivale
Jvc – comparve a rovinare la festa. Si trattava di un prodotto qualitativamente inferiore rispetto al Betamx, dunque alla Sony non si spaventarono più di tanto. E invece fu lui a vincere la sfida. A decretarne la fortuna fu, insieme alla maggiore durata delle cassette su cui registrare (fino a quattro ore), un'ottima
strategia di marketing della Jvc.

La Jvc decise di cedere la licenza di fabbricazione di Vhs a tutte le industrie che volevano produrre videoregistratori, riuscendo così di abbatterne il prezzo al dettaglio. Il prezzo contenuto rese presto il Vhs il prodotto d'elezione per i negozi di videonoleggio che a quel tempo, oltre ai film, affittavano anche i dispositivi per la riproduzione. Di conseguenza le
case cinematografiche cominciarono a produrre un maggiore numero di copie dei film in formati compatibili per il Vhs rispetto al Betamax, incentivando indirettamente i consumatori ad acquistare questo tipo di dispositivi a discapito dei prodotti Sony.

A mettere i bastoni tra le ruote, poi, contribuirono anche le stesse case cinematografiche,
Disney e
Universal in testa, che intentarono causa contro la Sony per istigazione alla pirateria proprio poche settimane prima del lancio del Vhs, che in questo modo si salvò dalla persecuzione.

L'azienda venne definitivamente assolta nel 1984, ma nel frattempo il videoregistratore della Jvc aveva conquistato la maggior parte del mercato; tanto da convincere la Sony, nel 1988, a produrre essa stessa videoregistratori Vhs, e nel 2002 a fermare per sempre la produzione di Betamax. Negli ultimi anni, però, nuovi rivali hanno fatto la loro comparsa sul mercato, nemici contro i quali neanche il Vhs ha avuto alcuna speranza di vittoria: il
dvd prima, e lo streaming digitale poi.

(Credit per la foto:
LeonardoRizzi/Flickr/CC)

 

Fonte : Wired.it

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