In Francia vince Hollande, ecco il suo programma (scientifico)

Con il
51,62 per cento, il candidato socialista
François Hollande ha battuto il presidente uscente Nicolas Sarkozy. Dopo 17 anni, l'Eliseo torna delle mani dei socialisti. Prima del ballottaggio che si è tenuto ieri, la rivista scientifica
Nature aveva intervistato i due candidati alla presidenza della Repubblica francese, insistendo su scienza, ricerca e istruzione. Ecco cosa aveva risposto Hollande.

Le università francesi hanno vissuto grandi cambiamenti sotto il Presidente Sarkozy. Intende continuare il suo programma?
Le leggi del 2007 sull'autonomia universitaria devono essere profondamente riviste, ma non ci sarà un dietro front sul principio di autonomia. In ogni caso, se le responsabilità sono trasferite dallo Stato agli atenei, deve esserci uno spostamento adeguato di risorse. Voglio che i meccanismi di finanziamento alle università siano chiari e che questi non aumentino le disparità, soprattutto tagliando sull'insegnamento o sui salari dei lettori e dei ricercatori. Le riforme saranno discusse in un quadro normativo sull'istruzione superiore e la ricerca alla fine del 2013, preceduto quest'anno da una consultazione nazionale.

Molti scienziati di spicco lamentano il fatto che i finanziamenti ai laboratori da parte delle agenzie stanno diminuendo. Come pensa di rimediare a questa situazione?
Quest'anno e quello precedente i finanziamenti generali per la ricerca nazionale e le agenzie nazionali sono diminuiti. Questo prova che le parole del Presidente sono solo fumo negli occhi. Io intendo ribilanciare i fondi ai
core lab – il supporto permanente che permette ai team di pensare nel medio e lungo periodo – con progetti di finanziamento. Rifocalizzerò l'agenzia nazionale per la ricerca [la principale fonte dei finanziamenti ai progetti] sulle priorità nazionali, sui temi emergenti e sui progetti interdisciplinari. Farò una verifica dei conti dei piani lanciati dal precedente governo. Gli altri paesi pensano che la ricerca francese sia ricoperta di soldi, ma questi soldi non hanno coperto i tagli al Cnrs nei passati due anni, dove è arrivato il 25% in meno di finanziamenti. C'è un abisso tra i 22 miliardi annunciati dal Programme d'investissements d'avenir e la realtà, ovvero che i fondi non sono altro che gli interessi su quanto assegnato distribuiti su un arco di 10 anni: per ogni miliardo annunciato, la verità è che ci sono solo 34 milioni l’anno.

Alcuni scienziati ritengono che le iniziative sull’eccellenza stiano creando un sistema a due livelli. Come manterrà al ricerca e l'insegnamento in Francia?
Dobbiamo recuperare il vero significato della parola eccellenza. Gli investimenti per il Programme d'investissements d'avenir ha aggravato le disparità tra le università. La ricerca francese non è solo quella che si fa a Parigi, Bordeaux, Tolosa, Aix, Marsiglia e Strasburgo. Non tornerò su decisioni prese, ma, dopo la revisione dei conti, chiederò che i fondi non assegnati siano usati per correggere le disparità geografiche, per assicurare che non si sviluppino deserti scientifici. Spingerò per la competizione tra le università con la cooperazione.

Darà priorità alla spesa per la ricerca?
Farò dell'istruzione superiore e della ricerca una priorità. Farò dei giovani il centro del mio programma, dando la priorità all'istruzione dalla prima infanzia all'università. Favorirò la ricerca di base, che è stata sacrificata negli anni passati, prestando particolare attenzione alla biologia, dove i fondi sono molto al di sotto della media internazionale, e alle scienze ambientali.

Cosa si devono aspettare dal futuro le grandi agenzie nazionali per la ricerca, come il Cnrs e l'Inserm?
Non dobbiamo eliminare quello che funziona. La Francia è fortunata ad avere le sue grandi organizzazioni per la ricerca oltre alle università. Queste organizzazioni devono ricoprire il loro ruolo di indirizzo degli sforzi nazionali, e di supporto alla ricerca portata avanti negli atenei.

Quale sarà la sua politica sul nucleare e le altre tecnologie per l'energia?
Voglio che la Francia partecipi alla transizione energetica, riducendo la quota di energia nucleare dal 75% al 50% della produzione elettrica nei prossimi 15 anni. Creerò un ampio programma di ricerca sulle tecnologie più promettenti, come quelle sull'accumulo di energia, l'efficienza energetica e il
greening di alcuni settori di produzione.

Cambierà le leggi sugli embrioni umani e la ricerca sulle staminali embrionali?
Autorizzerò la ricerca sulle staminali embrionali, per chiarire la situazione creata dalla leggi del 2011 sulla bioetica, che hanno mantenuto il divieto su questa ricerca, permettendo eccezioni per progetti particolari. È importante mettere fine a questa ipocrisia.

Come valuta l'impatto del Presidente Sarkozy sulla ricerca e sulle università?
Il Presidente ha introdotto molte riforme senza mettere a disposizione le risorse necessarie. Nel decennio passato, siamo caduti dal quarto al 15esimo posto a livello mondiale per la spesa in ricerca rispetto al Pil – il 2,26% contro il 2,82 in Germania e il 2,9% negli Stati Uniti. La Francia sta arrancando e i ricercatori hanno perso fiducia nei politici. Il mio primo obiettivo è fargliela ritrovare.

 

 

Fonte : Wired.it

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