La scoperta dei gruppi sanguigni

A volte nella scienza capita che arrivi prima l’applicazione di una scoperta che la scoperta stessa. Come accadde per esempio con le
trasfusioni, che all’inizio del Novecento erano praticate da più di due secoli, ma senza un razionale, tanto che non sempre gli effetti erano quelli sperati. Ancora non si conoscevano, infatti, le pericolose reazioni di incompatibilità che si scatenavano quando due pazienti presentavano
gruppi sanguigni diversi, proprio perché questi non erano ancora stati individuati. Si sarebbe dovuto aspettare il 1901, e il lavoro del medico austriaco
Karl Landsteiner (1868- 1943), per assistere alla rivoluzione del mondo delle trasfusioni, grazie alla scoperta del sistema di gruppi AB0.

L’intuizione arrivò durante gli anni che Landsteiner passò al dipartimento di anatomia patologica di Vienna, la città in cui il giovane medico con la passione della chimica era nato il
14 giugno 1868. A quel tempo le trasfusioni, pur se praticate, erano considerate una prassi medica più sperimentale che consolidata, visto che non tutto andava sempre per il verso giusto.

Il motivo dell’insuccesso andava cercato, come aveva intuito nel 1875 il medico tedesco
Leonard Landois, in quegli
agglomerati che si formavano quando due diversi tipi di sangue (per esempio quello animale e quello umano) venivano miscelati. Landsteiner notò che il problema dell’
agglutinazione non si presentava solo mescolando sangue di due specie diverse, ma anche in alcuni casi di trasfusioni da individuo a individuo.

Per capirne la ragione, il medico si mise al lavoro.
Raccolse molti campioni di sangue, separò i globuli rossi dal plasma, e poi cominciò a mescolare ogni provetta di plasma con i vari tipi di eritrociti. In pratica mimò nel suo laboratorio e su piccola scala gli effetti delle trasfusioni, registrando quando e come avvenivano le reazioni di agglutinazione. Fu così che giunse a elaborare la sua teoria: esiste un numero definito di tipi di sangue, alcuni compatibili tra loro e altri no, in base alla presenza e tipo di molecole (antigeni in gergo) localizzati sulla superficie dei globuli rossi.

Se gli
antigeni tra ricevente e donatore sono gli stessi, l’organismo è in grado di tollerare la trasfusione. In caso contrario aziona una strategia di difesa, con
anticorpi diretti contro il bersaglio (l’antigene). Le reazioni di agglutinazione osservate da Landsteiner altro non erano che l’incontro tra anticorpi del ricevente e gli antigeni del donatore. Una semplice, quanto perfetta,
teoria immunologica.

Nel 1901 Landsteiner aveva identificato tre gruppi sanguigni: A, B e 0 (quello in cui i globuli rossi non presentano nessun antigene in superficie, inizialmente chiamato C) e l’anno dopo, grazie anche al lavoro di
Alfred von Decastello e Adriano Sturli, il quadro si completava con la scoperta del gruppo AB.

Pagina successiva

1
2

Fonte : Wired.it

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi