WhatsApp presto a pagamento su Android… Perché lamentarsi?

WhatsApp

WhatsApp è una delle applicazioni di messaggistica più famose al mondo e anzi è a ragion veduta la più famosa ed utilizzata. Il successo sta nella semplicità di utilizzo: basta registrarsi dando il proprio numero di telefono et voilat: gli “sms gratuiti” sono presto serviti ed inviati (con una media di circa 2 miliardi di messaggi scambiati al mese).

Quello che sta succedendo in questo ore ha pressapoco dell’incredibile: molti utenti android stanno criticando il fatto che dopo un anno esatto dalla prima registrazione a WhatsApp, questi chieda la modica cifra di 0.79 centesimi di euro all’anno per poter usufruire del servizio. Apriti cielo! Alcuni utenti hanno inneggiato alla truffa, chi ha fatto paragoni più o meno azzeccati come quello del canone Rai, et similia. In verità non si può parlare di truffa, dato che alla prima installazione è bene in chiaro che il periodo gratuito è di 12 mesi, terminati i quali si dovranno pagare i classici 0.79 centesimi di euro per poter continuare ad usufruire del servizio. Servizio che ha fatto risparmiare a tutti decine, centinaia forse migliaia di euro a chi prima utilizzava i classici SMS.

Certo, è anche vero che esistono svariate alterative al mondo; la più famosa alterativa a WhatsApp è senza dubbio Viber, la quale permette con lo stesso procedimento di registrazione di mandare messaggi e di chiamare in modo del tutto gratuito, senza canone annuale o pagamento di una tantum all’inizio. Un’altra alternativa potrebbe essere rappresentato da Facebook messenger, da Google+ Messenger, Gtalk o da Skype. Ma allora perché tutte queste lamentele? WhatsApp a differenza degli altri sistemi di messaggistica è distribuito per tutte le piattaforme (Symbian, iOS, Windows Phone, Android, BlackBerry) ed avendo una così ampia base di utenza è normale che gli utenti, dovendo scegliere quale servizio adottare per scambiarsi messaggi adopereranno quello più usato da molti, per essere sicuri di trovare l’amico, il collega, ecc.

Un’altro motivo per cui il pagamento di WhatsApp risulta così astioso da parte degli utenti Android è effettivamente da ricercare nell’atteggiamento avuto dagli sviluppatori i quali pretendono il pagamento di una tassa annuale, mentre per iOS si paga soltanto una tantum 0.89 centesimi. Questo motivo unito anche al fatto di permettere il download gratuito all’utenza Android — la quale è meno predisposta a pagare le applicazioni rispetto agli utenti iOS — ha fatto forse erroneamente pensare che l’applicazione sarebbe stata sempre gratuita.

A mio personale modo di vedere, benché capisco che il trattamento diverso possa dare fastidio, il pagamento di un caffè all’anno ( 0.79 centesimi di euro) sono più che legittimi — per non dire doverosi – per averci fatto risparmiare, come detto sopra, centinaia di euro. Fate finta di offrire un caffé agli sviluppatori, difatti hanno fatto a tutti noi un enorome favore.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi